
Bisognava vincere per arginare una possibile crisi di risultati oltre che di identità. Dopo il Conte si, Conte no. Dopo la sofferta conferma di Garcia ed il sottinteso volemose bene, per ora, proclamato da don Aurelio.
Ed il Napoli ha vinto. Giocando bene per lunghi tratti della gara, ritrovando l’estro dirompente del miglior Kvara. Due frecce, di notevole fattura, scagliate verso la porta veronese a sigillare una prestazione di alto livello.
Sembra in netta ripresa il georgiano, così come in forte crescita Cajuste, un casco di riccioli ma anche tanta grinta e fisicità aggiunta al centrocampo azzurro. Dove la sapiente regia di Lobotka è stata accompagnata dalla vena creativa, anche se intermittente, di Zielinski.
Insomma, un Napoli voglioso di riprendersi lo scettro del protagonista e di dimostrare a se stesso, oltre che agli altri, che ancora tutto è possibile. Gli azzurri, schierati da Garcia con la sorpresa Raspadori, hanno concesso veramente poco agli scaligeri nel primo tempo. Ed hanno anche ricamato trame di gioco interessanti dalla mediana in su sfruttando il movimento ad uscire di Jack, di cui hanno beneficiato gli esterni di attacco. Come in occasione del vantaggio azzurro che ha visto Politano chiudere a rete un’azione partita proprio dai piedi del centravanti azzurro in veste di rifinitore.
Un buon primo tempo quello del Napoli, che avrebbe potuto anche fare meglio dei due gol di vantaggio. Gol che sono diventati tre ad inizio ripresa quando Kvara ha chiuso da par suo una bella ripartenza degna del Napoli straripante dello scudetto.
Poi quello che non ti aspetti. Con il colpevole rilassamento e calo di tensione che ha consentito al Verona di andare a rete e, successivamente, di impegnare severamente la retroguardia azzurra in più di un’occasione, con Meret autore finalmente di almeno un paio di ottimi interventi.
Segnali di allarme. Perché una squadra che ambisce a traguardi importanti, non può consentire un numero così elevato di conclusioni a rete al Verona e, soprattutto, la deve chiudere prima senza sprecare tanto come ha fatto il Napoli.
Che appare si in ripresa, ma ancora alla ricerca della continuità e del giusto assetto tattico per l’intera durata di un incontro. Un Napoli da rivedere, per certi aspetti. Servivano però i tre punti senza se e senza ma. Ed almeno questo obiettivo è stato raggiunto, stante anche l’evidente superiorità in termini di qualità rispetto ad un Verona volenteroso ma nulla di più.
Ben altra cosa saranno, invece, gli avversari del Napoli nelle prossime due partite. Union Berlino in champions e subito dopo il Milan in campionato ci diranno, infatti, se il Napoli è sulla buona strada per ridiventare una compagine pronta per grandi traguardi. È la speranza di tutti. Garcia compreso. Un allenatore, per adesso, a tempo determinato. Dal presidente, ovviamente.
Raffaele Castiello



