Disfatta all’Olimpico, Napoli in caduta libera

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Due sberle che fanno male, ma meritate. Perché il Napoli all’Olimpico non ha mai graffiato ed è stato ostaggio, senza saperne uscire, della trappola tattica messa in atto da Mou. Roma fisica, raccolta quasi sempre a protezione della propria metà campo aspettando l’occasione giusta per colpire e pronta, all’occorrenza, a menare di santa ragione. Alla fine saranno sette gli ammoniti giallorossi.

Due, invece, saranno le espulsioni azzurre. La prima, quella di Politano, ha praticamente fatto saltare tutti gli schemi, dopo un primo tempo tutto sommato equilibrato. Ed ha mostrato, semmai ce ne fosse bisogno, gli attuali limiti caratteriali del Napoli. Da censurare la reazione, fuori luogo e superficiale, dell’esterno napoletano. Un calcetto all’avversario che è costato carissimo al Napoli. Poco dopo, infatti, la Roma ha colpito a seguito di una mischia in area con Pellegrini entrato proprio a rinforzare le velleità offensive della Roma, con il Napoli in dieci.

Buio profondo per il Napoli che, poco dopo, si è ritrovato in nove addirittura per la seconda espulsione comminata dall’arbitro Colombo. Anche qui la frustrazione in atto nella compagine azzurra, ha giocato un brutto scherzo ad Osimhen, ammonito per la seconda volta ed uscito anzitempo dal terreno di gioco. Un Osimhen fresco di rinnovo che, a questo punto, complice la squalifica e la prossima coppa d’Africa, rivedremo in maglia azzurra a metà febbraio, probabilmente.

Brutta sconfitta, non c’è che dire. Napoli in caduta libera e Natale amaro per tutti i tifosi napoletani che, invece di ammirare lo splendido Napoli dello scudetto, stanno assistendo, ormai da tempo, ad una sorta di ” Chi l’ha visto “. Il Napoli autoritario, spumeggiante, dominatore assoluto del gioco e dirompente in attacco, infatti non c’è più. È sparito. Si è perso ed è l’ombra di se stesso. Appare svuotato mentalmente, oltre che quasi sempre in debito di ossigeno a partire dal sessantesimo in poi. E con molti, troppi, suoi interpreti fuori condizione.

Anche stasera, i vari Anguissa, Kvara, Lobotka, Rrahmani, Zielinski, sono apparsi in difficoltà. Qualcuno l’ombra di se stesso, come Kvara Ma tutto il Napoli, complessivamente, non ha fatto bene e, contro una Roma solo modesta, mai ha dato l’impressione di poter prevalere. Poche le conclusioni a rete e trame di gioco mai efficaci  con Osimhen lasciato in balia della rocciosa e fallosa difesa romanista. Con il Napoli che non è riuscito mai ad accelerare la manovra, trovandosi, quasi sempre, a dover sostenere lo scontro fisico con i giallorossi. Quello che la Roma aveva preparato.

Alla fine è arrivata un’altra sconfitta che brucia non solo perché relega il Napoli, momentaneamente, fuori da ogni competizione europea. Ma, soprattutto, perché sembra riportare indietro nel tempo gli azzurri. Nel baratro in cui era caduto il Napoli dopo l’amara sconfitta casalinga con l’Empoli. Da non credere, per una compagine che porta ancora cucito sul petto un tricolore tanto atteso.

Ma la realtà è questa e bisogna guardarla bene in faccia, per evitare di rovinare tutto. Mazzarri dovrà metterci del suo, lavorando anche a soluzioni tattiche diverse che prescindano da quello che era il Napoli di Spalletti. Anche perché, quel Napoli, ormai, non c’è più. E poi toccherà anche a loro, ai calciatori azzurri, scendere da un piedistallo di presunzione sul quale sembrano essere tutti saliti dopo l’exploit della scorsa stagione.

Dulcis in fundo, anche la società faccia la sua parte, dopo lo sfacelo estivo consumato di cui lo stato attuale della compagine azzurra è figlio. C’è un mercato di gennaio che può dare, con nuovi innesti funzionali alle idee tattiche di Mazzarri, nuova linfa e nuovi stimoli ad un gruppo che sembra non averne più. Eliminando anche molti malumori nell’attuale rosa, lasciando andare, come lo stesso Mazzarri ha sottolineato, chi vuole andare via. Perché non c’è più tempo. E servono, come diceva il buon Spalletti, uomini forti, ed aggiungerei più motivati, per destini forti. Speriamo sia veramente così!

Raffaele Castiello