De Bruyne illumina un Napoli spento ed il Lecce crolla: Champions più vicina

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Kevin de Bruyne: meglio avercelo. Perché fa la differenza dall’alto della sua classe sopraffina. Disegna calcio. Si inventa e trova linee di passaggio con semplicità disarmante. E ti fa svoltare. Riaccendendo la luce in una serata che si stava rivelando più buia che mai.

Pensieri sparsi, probabilmente, di chi ha assistito alla vittoria del Napoli contro un Lecce mai domo. E, molti rimpianti, per non aver potuto ammirare per gran parte del campionato le gesta sportive di uno che da del tu al pallone. Maledetti infortuni!

Il Napoli batte, dunque, il Lecce ed inanella la terza vittoria consecutiva che consolida la sua posizione in classifica in ottica Champions. In attesa dello scontro diretto tra Como e Roma che dirà molto nella corsa al terzo posto in classifica e forse più. Ma non è stata una passeggiata.

Perché gli azzurr hanno sofferto, e non poco. Al cospetto di un Lecce che ha messo in grande difficoltà il Napoli con una partenza sprint tutto cuore e muscoli. Culminata nel gol del vantaggio su azione da calcio d’angolo dopo soli tre giri di lancetta dell’orologio.Con la solita dormita generale della difesa azzurra. Trafitta per la trentesima volta in stagione. E partita in salita quando tutti pregustavano una facile vittoria.

Il primo tempo, invece, è stato un vero calvario per la squadra di Conte. Incapace di prendere il controllo del gioco contro un Lecce in grande spolvero. Pressing alto ed asfissiante dei salentini messi molto bene in campo da Di Francesco. E Napoli impacciato, lento e prevedibile che si è perso con fraseggi incompiuti a centrocampo dove è apparso a tutti evidente che Anguissa è in uno stato di forma ancora approssimativo.

Poco incisivi anche in attacco gli azzurri. Perché il Lecce difendeva bene e, tra l’altro, era pronto a ripartire pericolosamente. Mettendo apprensione inattesa a tutta la retroguardia azzurra ed, ovviamente, a Conte che durante l’intervallo avrà riflettuto, eccome. Visto che ha subito mandato in campo ad inizio ripresa due dei big four. McTominay e De Bruyne. E, la musica, è immediatamente cambiata.

Perché De Bruyne ha subito trovato posizione tra le linee liberando spazi alla manovra azzurra che è, di colpo, diventata più fluida e lineare. Con Gilmour e Politano rigenerati dalla presenza in campo del belga. Tanto da confezionare la splendida azione del pareggio ad inizio ripresa, conclusa a rete da un puntuale Hojlund che ha firmato la sua decima marcatura stagionale. Niente male.

Da qui in poi tutt’altro Napoli, preso per mano da un Kevin de Bruyne strepitoso. In forma fisica smagliante. Tirato a lucido di fisico e di mente. Un gran bel vedere per i tifosi azzurri. Un po’ meno per i salentini che si sono man mano sgonfiati davanti a cotanta qualità messa in campo da Conte.

Capitolando sotto i colpi di un Napoli, finalmente, all’altezza. Che ha messo la freccia ribaltando il risultato con Politano. Bravo a colpire al volo su azione da calcio d’angolo, battuto con maestria da de Bruyne. Sempre lui. Pronto a recuperare, dribblare, tentare la conclusione a rete. Ma, soprattutto, orchestratore delle manovre azzurre. E pronto, addirittura, a far valere la sua presenza nei minuti finali nascondendo il pallone agli avversari nei pressi della bandierina del calcio d’angolo Quando la classe incontra l’esperienza.

Un ritorno fortemente atteso, quello del belga, soprattutto da Conte. Che sa, adesso, di poter contare su una pedina importante nella corsa al piazzamento champions del suo Napoli. Perché quando il gioco si fa duro servono gli interpreti giusti. I cosiddetti uomini squadra. E, Kevin da Drongen lo è. Ben tornato!

Raffaele Castiello