Dalì e Hitchcock, a Napoli anteprima di Spellbound, tra opere del maestro catalano e suggestioni del re del brivido

Si intitola ‘Spellbound: Scenografia di un Sogno’, la mostra a cura di Beniamino Levi dedicata a Salvador Dalì ed Alfred Hitchcock, in anteprima mondiale nella Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta dal 14 aprile fino al 30 settembre. Il progetto propone, per la prima volta in Europa, la scenografia che il mastro del surrealismo realizzò per il film di Hitchcock ‘Spellbound’, in italiano “Io ti salverò”, con Gregory Peck e Ingrid Bergman.

Un progetto immersivo che unisce cinema, arte e musica: dopo Napoli la nostra sarà proposta Seul e New York.
    La mostra è stata presentata da Beniamino Levi e dal direttore artistico Roberto Pantè questa mattina nel corso di una conferenza stampa coordinata dalla presentatrice Veronica Maya alla presenza dell’assessore regionale al Turismo Felice Casucci, del Rettore della Pietrasanta mons. Vincenzo De Gregorio, del direttore del Polo Culturale Pietrasanta Onlus Raffaele Iovine e del direttore del MANN Paolo Giulierini.
    Patrocinata dal Comune di Napoli, si compone di un corpus di oltre cento opere originali di Dalì, valorizzate dalla dimensione cinematografica hitchcockiana e da effetti sonori e multimediali. Paranoia, perdita della memoria, fase onirica, psicoanalisi e recupero della memoria, sono i temi centrali attorno ai quali si snoderà un percorso espositivo con sculture in bronzo, opere in vetro, grafiche, libri illustrati, tarocchi daliniani, oggetti di design e arredi surrealisti. Da sfondo un Salvador Dalì artista poliedrico: pittore, scultore, designer, illustratore e anche scenografo. Il percorso culmina con l’esposizione dello Spellbound, dipinto maestoso e monumentale, scenografia creata nel 1945 da Salvador Dalì per l’omonimo film di Alfred Hitchcock.
    “Il grande regista era colpito dalla visione onirica del maestro catalano e si rivolse a lui per rappresentare la fase centrale che ruotava intorno alla scena del sogno – ha spiegato il direttore artistico Roberto Pantè nel corso della conferenza stampa di presentazione – Per farlo voleva linee diverse dal solito, non scene opache e tremolanti ma tratti decisi e nitidi, quasi realistici. Secondo Hitchcock solo un visionario, un artista pervaso da paranoie critiche come Dalì, poteva essere in grado di immaginare la scenografia ideale. Da qui nasce questa opera di trenta metri, che viene esposta per la prima volta in Europa. Un’opera che rappresenta un pezzo di storia del cinema su cui i primi occhi a posarsi sono stati quelli di Dalì, di Hitchcock e di Ingrid Bergman e Gregory Peck che erano gli attori protagonisti del film che fu premiato con un Oscar e che ricevette diverse nomination”.
    Location d’eccezione, la Basilica Seicentesca di Santa Maria Maggiore, unicum napoletano, nasconde storie e reperti del periodo greco-romano, ma anche, nei suoi sotterranei, rifugi antiaereo della Seconda Guerra Mondiale. All’esterno, la monumentale scultura di Dalì “La Persistenza della Memoria”, dialogherà con la Pietrasanta, proprio nel cuore pulsante del centro storico di Napoli.

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