Cronaca di una Domenica allo Stadio

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Trenta aprile ore 13. Scendo entro in metropolitana dalla stazione del rione alto, direzione stadio Diego Armando Maradona dove alle 15 si gioca Napoli Salernitana. C’è aria di festa in giro, dopo le polemiche su: Orario partita, dispositivo del traffico, trasposto pubblico, sicurezza e chi più ne ha più ne metta finalmente si gioca. È stato difficile trovare un biglietto ma alla fine un piccolo spazio nei distinti inferiori l’ho trovato. Magari la partita non si vedrà benissimo ma l’importante è esserci perché: vuoi vedere che oggi succede? Ma affinché questo giorno sia “quel” giorno devono accadere due cose. La prima è che la Lazio deve perdere contro l’Inter, La seconda è che il Napoli vinca contro i granata, per questo si butta l’orecchio in radio per ascoltare la partita di San siro. Purtroppo, la Lazio vince uno a zero. non va affatto bene ma il popolo napoletano è fiducioso ed il mondo intorno a me è colorato d’azzurro.

Ore 13 e 15 Primi disagi in arrivo, la linea 2 della metro è ferma a causa dei soliti cretini che non hanno niente di meglio da fare che tirare il freno del treno o peggio ancora, rompere qualche vetro.

Ore 14.00 Arrivo alla stazione della cumana di Montesanto ed entro nel treno diretto a Fuorigrotta che resta in stazione fermo per una decina di minuti, Intanto a Milano l’Inter ha fatto il suo dover ed il risultato finale dice 3 a 1 per i ragazzi di Inzaghi. La città esplode, “Sarò con te e tu non devi mollare” ma anche “Vinceremo il tricolor”. Ora tocca a noi.

Ore 14 e 45, arrivo allo stadio mentre vengono annunciate le formazioni, le dirette si susseguono, lo speaker dal Maradona si lascia andare ad un pianto emozionato. Tutto è pronto.

Ore 15 Inizia la partita, lo stadio è ammantato d’azzurro e strapieno. Il Napoli fa la partita e la Salernitana difende ad oltranza. Tutto come previsto.

Ore 15 e 45 Intervallo di una partita ferma sullo zero a zero ma il pubblico continua ad urlare e cantare senza risparmiarsi, esattamente come i giocatori in campo.

Ore 16 le squadre tornano in campo per l’inizio del secondo tempo, stesse formazioni stesso pubblico stesse speranze.

Ore 16 e 20 GOOOOLLLLLL di Mathias Olivera vedo gente che piange allo stadio, il traguardo è lì e nei pensieri di ciascun tifoso ci sono gli anni difficili che ormai sembrano un lontano ricordo. Intorno a me ci si abbraccia ci si bacia come se non ci fosse un domani.

Ore 16.40 L’urlo del Maradona viene zittito da un tentativo senza nemmeno troppa convinzione che diventa un tiro che si insacca alle spalle di Meret. Si va bene la delusione c’è, ma lo stadio continua a cantare, il popolo di Napoli vuole godersi una festa preparata, annunciata ma non vissuta del tutto. Nessun problema, la festa è solo rimandata e per oggi la festa la facciamo sulla fiducia.

Roberto Musella