Se potesse, consegnerebbe lettere e raccomandate soltanto di corsa, ma la figura affascinante dei messaggeri a piedi è definitamente consegnata alla storia. Tuttavia, per Angelo Befezzi, 54 anni, postino e maratoneta, tra professione e attività sportiva c’è stato un rapporto di causa-effetto. Befezzi vive a Orsomarso, un borgo collinare della provincia di Cosenza di poco più di mille abitanti nel cuore del Parco nazionale del Pollino, lavora per Poste Italiane dal 2007: con il suo furgoncino consegna la corrispondenza nei paesini della sua zona e appena può rimette le scarpette del runner per partecipare a decine di gare in giro per l’Italia.
«Il lavoro di portalettere – racconta Befezzi – mi ha fatto scoprire il mondo delle corse, avendo sperimentato i benefici che ottenevo, camminando su e giù per le strade del mio paese per consegnare la posta». Ma non solo. «Sette anni fa ho cominciato ad accompagnare mia figlia a danza a Diamante e nell’attesa percorrevo il tratto dal centro del paese a Cirella e viceversa. Più andavo avanti più stavo bene e più sentivo elasticità nei miei movimenti. Ho deciso, così, che sarei stato un corridore».
Angelo brucia le tappe. Dopo l’esordio agonistico a Santa Maria del Cedro, ecco la 10 chilometri a Reggio Calabria. «Successivamente decisi di preparare la prima maratona Roma, ma a pochi giorni da quell’appuntamento così importante, scattò la chiusura per via del Covid. Una delusione fortissima». Il portalettere maratoneta pensa di mollare tutto, ma quando torna a Roma per un soggiorno di piacere il fascino della Città eterna lo convince che deve riprendere a correre.
«Ad aprile 2022 feci la prima maratona a Roma, poi la mezza maratona di Napoli, a novembre a Firenze. Successivamente mi sono misurato a Venezia; Sabaudia; a Roma altre due volte; Firenze; ancora Napoli; Padova. A maggio dell’anno scorso ho coronato un altro sogno: la 100 chilometri del Passatore Firenze-Faenza, un’Ultramaratona davvero emozionante. Per prepararmi all’evento ho percorso migliaia di chilometri da Orsomando ai tanti comuni dell’Alto Tirreno Cosentino correndo la mattina presto, di pomeriggio, ma tante volte anche di notte. Di sicuro mi manca qualche rotella, come dico sempre. Ma quella che mi ha regalato le emozioni più grandi e stata la 100 chilometri di Asolo il 4 luglio scorso, la più dura d’Europa con un dislivello impressionante e con paesaggi bellissimi. Ho chiuso con un grande tempo: 12 ore e 30 minuti netti, nemmeno ci credevo. Ho la fortuna di avere una famiglia che mi sostiene, poi tanti amici che ti seguono e ti danno la forza per migliorare sempre, quindi la mia società, l’Asd Amatori Marathon Frattese. La corsa è davvero gioia e vita, mi fa stare bene e mi permette di girare sia in Italia sia all’estero. Il mio motto è: non vivo per correre, ma corro per vivere. Il sogno più grande di tutti? Naturalmente partecipare alla maratona di New York».




