
“Le imprese del Sud stanno trainando l’occupazione nazionale, ma i dazi USA rischiano di bloccare tutto”. Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenuto stamane all’Assemblea dell’Unione industriali di Napoli.
“Il Mezzogiorno sta contribuendo in modo decisivo alla crescita italiana. I numeri parlano chiaro: dal 2019 al 2024 l’occupazione nel Sud è cresciuta del 5,8% e oltre il 40% dei nuovi posti di lavoro creati in Italia è nel Sud” afferma. “Questo è frutto di politiche espansive e imprese innovative. Ora però pesano i dazi USA: con un 10% di dazi e la svalutazione del dollaro, rischiamo €20 miliardi in meno di export e fino a 118mila posti di lavoro a rischio”.
“Per rispondere, abbiamo preparato un Piano Industriale articolato su tre pilastri: investimenti, competitività e semplificazione delle norme” ha detto. Tra le proposte, una nuova misura sul modello iper-ammortamento per 3–5 anni, Ires premiale semplificata per chi investe e assume, rafforzamento del credito d’imposta R&S, rifinanziamento del credito d’imposta ZES Mezzogiorno e potenziamento del Fondo di Garanzia PMI e mid-cap.
E ancora, politiche attive del lavoro e formazione continua, voucher per formazione AI per PMI, risorse su filiere strategiche quali infrastrutture, idrico, energia, nucleare. Infine ottanta proposte a costo zero per lo Stato, riforma della 231 e accesso facilitato ai Contratti di sviluppo.
“In parallelo – aggiunge Orsini -, stiamo lavorando sul costo dell’energia: il 16 luglio presenteremo con ENEA lo studio sul nucleare sostenibile, per abbattere i costi e accelerare la decarbonizzazione. Investimenti, energia competitiva e semplificazioni sono vitali per l’Italia, e ancora di più per il Mezzogiorno, che ha iniziato a correre e non può fermarsi”.



