Ci avevano già provato, due detenuti evadono dal carcere minorile di Airola: è caccia ai fuggitivi

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Airola (Benevento) – E’ caccia ai due detenuti evasi dal carcere minorile di Airola attraverso un buco fatto nella cella dove erano ospitati.

La polizia penitenziaria e le forze dell’ordine stanno passando al setaccio tutti i possibili ricoveri dei due: familiari, amici, conoscenti. Tutte quelle persone insomma che potrebbero aiutarli.

I due, entrambi da poco maggiorenni, e in carcere per reati contro il patrimonio ci avevano già provato la settimana scorsa durante un momento di trambusto causato dall’incendio di una cella di un giovane detenuto straniero con problemi psichici.

La polizia penitenziaria e le forze dell’ordine stanno passando al setaccio tutti i possibili ricoveri dei due: familiari, amici, conoscenti. Tutte quelle persone insomma che potrebbero aiutarli.

I due, entrambi da poco maggiorenni, e in carcere per reati contro il patrimonio ci avevano già provato la settimana scorsa durante un momento di trambusto causato dall’incendio di una cella di un giovane detenuto straniero con problemi psichici.

“L’evasione di due detenuti dal carcere minorile di Airola, nel Beneventano, testimonia che fuggire da un penitenziario è diventato un ‘gioco da ragazzi’ e che l’emulazione delle gesta di detenuti adulti è parte integrante della ‘scuola’ di formazione di piccoli criminali di domani”.

Lo sostiene Aldo Di Giacomo, segretario generale del sindacato Spp, che giudica le modalità di evasione da Airola “le più classiche dei film sulla fuga dalle carceri: basta forare una o due pareti e calarsi fuori con lenzuola”.

“La verità è che l’attuale sistema carcerario per minori – osserva- rivela tutta la sua inadeguatezza e si conferma una sorta di scuola per delinquere con il 90% di chi entra che si avvia verso una ‘carriera criminale’ passando come stadio successivo immediato al carcere normale.

Per il sindacato “le misure da mettere in campo sono decisamente più complesse di quelle prospettate dal Ministero che pensa semplicemente di estendere la platea di minori perseguibili. Il primo problema è infrastrutturale oltre che di personale. Tra le priorità è necessario pensare agli istituti per minori per potenziarne il ruolo effettivo di rieducazioneevasione

oltre all’adeguamento delle strutture carcerarie esistenti, fatiscenti e vetuste, oltre che con scarso personale”.