
“In quell’area, che coincide con uno dei più pericolosi vulcani attivi al mondo, un’accurata e responsabile pianificazione urbanistica avrebbe dovuto impedire, sin dal dopoguerra, ogni attività edificatoria”. Lo ha dichiarato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, nel corso dell’informativa urgente alla Camera dei Deputati sui Campi Flegrei. “A partire dal settembre del 2023, quando ho incontrato i sindaci di Napoli, Pozzuoli e Bacoli, da allora – e il Presidente Meloni in prima linea, innanzitutto – il Governo ha voluto accendere i riflettori sull’area dei Campi Flegrei” ha ricordato in premessa. “Voglio dirlo, in estrema sintesi: si tratta di un territorio di grandi valenze storiche e culturali, di rilevante pregio paesaggistico e naturalistico, ma gravato da una eccezionale sovrapposizione di rischi naturali, vulcanico, sismico e bradisismico. Un rischio molto elevato – afferma -, a cui le circa 100.000 persone residenti sono esposte ogni giorno, anche nel semplice svolgimento delle attività quotidiane”. In particolare, aggiunge, “ci siamo concentrati sul fenomeno del bradisismo, peculiare e caratteristico della caldera dei Campi Flegrei, che si estende da Monte di Procida a Posillipo e comprende anche una parte sottomarina nel golfo di Pozzuoli. Sono fasi di lento e progressivo abbassamento del suolo, alternate a fasi di sollevamento più rapido, spesso accompagnato da attività sismica, con eventi che, generalmente, non raggiungono magnitudo elevate, ma che, essendo molto superficiali, si avvertono facilmente e possono causare anche danni rilevanti a infrastrutture ed edifici. Nell’ultimo cinquantennio, i Campi Flegrei sono stati interessati, essenzialmente, da due crisi bradisismiche intense: nel 1970-1972 e nel 1982-1984”.



