È un risultato che conferma crescita, impegno e talento: Serena Tammaro, classe 2012 della Jump Boxe di Telese Terme, conquista la medaglia di bronzo nella categoria Allievi al Trofeo CONI 2025. Dopo aver vinto le selezioni regionali, Serena ha disputato tre match di altissimo livello tecnico, arrendendosi in semifinale contro la futura vincitrice.
Allenata da Sergio Di Santo, tecnico esperto affiliato alla “Medaglia d’oro” di Marcianise, Serena rappresenta l’esempio di una giovane pugile che fonde disciplina, sacrificio e determinazione. Di Santo è da anni punto di riferimento per il settore, con allievi importanti come Francesco Di Rubbo (campione regionale Schoolboys 2019), Fabio Cimmino (campione regionale Esordienti 2019), Catalina Garofano (pugile Elite 50 kg, 32 match all’attivo, 2 bronzi ai campionati italiani assoluti, vincitrice della Women Boxing League).
Il maestro Di Santo, laureato in Scienze Motorie, Tecnico di primo livello pugilato, Maestro 4° grado kickboxing, Responsabile regioni giovanili e scolastiche nella Federkombat e docente nazionale, racconta di Serena:
“La vedo crescere ogni allenamento: non è solo la tecnica che migliora, ma la forza mentale. Lei entra sul ring sapendo che già il coraggio e la costanza la rendono vincente, qualunque sia il verdetto. Per noi è fondamentale non solo formare atleti e pugili, ma persone che imparano valori come il rispetto, la disciplina e la resilienza. ”

Anche Pasquale Tancredi, fondatore e direttore tecnico della palestra Jump, aggiunge:
“Serena è una delle nostre giovani stelle. Siamo orgogliosi del suo bronzo, è testimonianza che investire in spazi e strutture per i giovani porta frutti concreti.”

Dati statistici: la boxe giovanile in Italia
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Secondo la Federazione Pugilistica Italiana, al 31 dicembre 2023 il numero di società affiliate era 1.081, record storico per il paese, con oltre 72.000 tesserati.
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Sono 386 i Boxing Coaching Centers presenti in Italia; solo Campania ne ospita 42.
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Cresce anche il numero delle palestre/gym attive nel pugilato: nel 2025 se ne contano 507, delle quali 50 in Campania.
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Progetti su scala nazionale come Boxing For Change – #WithBoxingYouLearn! coinvolgono 2000 ragazzi in scuole e istituti penitenziari, con scopi formativi, inclusivi e preventivi.
Il valore educativo della boxe: non solo pugni, ma crescita interiore
La boxe, spesso vista solo come sport di contatto, per milioni di giovani italiani è qualcosa di più: palestra di vita. In molti studi e interviste emerge che praticare sport da combattimento aiuti a costruire: gestione della paura, controllo dell’aggressività, fiducia in sé, rispetto dell’avversario. Il presidente FPI Flavio D’Ambrosi afferma:
“La condizione di salute del nostro sport è straordinaria: abbiamo registrato una grande crescita sia dal punto di vista quantitativo, sia qualitativo … abbiamo superato i 72 mila tesserati.”
Queste parole fanno da sfondo al percorso di Serena: dietro ogni match c’è allenamento, disciplina, fatica, ma anche comunità che sostiene e modella il carattere.
Il cammino di Serena: tre match, una lezione
Serena ha mostrato resistenza, tecnica e carattere. Ha combattuto con lucidità, sapendo bene che una semifinale è un banco di prova anche mentale. In ogni incontro ha conservato lucidità. Non ha solo combattuto: ha imparato, ha vissuto il match come crescita personale.
Impatto locale e prospettive future
La scuola di Boxe della Jump di Telese Terme, grazie a figure come Di Santo e generazioni come quella di Serena, contribuisce a consolidare la cultura sportiva del territorio. Lo sport giovanile del pugilato diventa motore di comunità, crea occasioni di aggregazione, occupazione (istruttori, organizzazione gare, spazi attrezzati), richiama risorse e attenzione mediatica.

Negli anni scorsi, soprattutto nelle regioni meridionali, le palestre di pugilato hanno dimostrato che con modestia, organizzazione e passione è possibile entrare nei circuiti nazionali. L’esempio di Jump Boxe conferma che non serve la città grande per fare la differenza, ma serve la qualità del progetto, la continuità, e la credibilità.

Serena Tammaro non è solo una medaglia di bronzo: è un simbolo. Simbolo di ciò che può emergere se una ragazza ha alle spalle un allenatore competente, una struttura seria, disciplina e cuore. Ed è simbolo del fatto che lo sport possa – e debba – essere un percorso di emancipazione personale, non solo di vittoria sportiva.
“La boxe, lassù sul ring, è una cosa limpida, pura. Fatta di volontà e rispetto.” affermava F.X. Toole, pugile ma ancora più famoso come allenatore e scrittore statunitense scomparso nel 2002. Già, perché il ring è un microcosmo: chi sale impara non solo a dare pugni, ma a riceverli, a rialzarsi, a resistere. Sul ring e poi nella vita. Serena sta imparando tutto questo. E con lei, il Sannio intero.




