
Mentre dall’osservatorio Copernicus viene confermato Gennaio come mese più caldo di sempre, è annunciato tra pochi giorni lo storico sorpasso di un grado tra Napoli ed Il Cairo: i 18 gradi del capoluogo campano saranno peraltro solo un grado meno di Riyad, capitale dell’Arabia Saudita.
Il tutto all’indomani dei prevedibili nubifragi, che hanno colpito la Sicilia Nord-Orientale e la Calabria ionica in un quadro climatico, che vede ancora il mar Mediterraneo molto caldo (fra i 16° delle coste meridionali italiane ed i 18° di quelle greche, mediorientali e nordafricane) e per questo nuovamente a rischio di eventi estremi per l’annunciato arrivo di un fronte temporalesco, proveniente dalle coste maghrebine e che tornerà ad investire Sicilia e Calabria, che si confermano alla mercè del tempo, per poi spostarsi più a Nord. Le mappe meteorologiche dell’ECMWF (European Centre for Medium Range Weather Forecasts – Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine) non promettono niente di buono: a rendere noto l’evolversi di una primavera “fuori stagione” è l’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche.
“Lungo tutta la Penisola continuano a segnalarsi eventi meteo dalle caratteristiche estreme, cui il Paese si contrappone con colpevole distrazione, continuando a privilegiare gli interventi in emergenza a quelli in prevenzione – segnala Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – In Italia non si percepisce quel cambio di passo in termini di adattamento alla crisi climatica e che pare invece finalmente entrare nelle direttrici europee”.
Sul fronte delle risorse idriche del nostro Paese, positiva è la ripresa, che sta interessando alcune regioni meridionali, a partire proprio dalla Sicilia che, grazie a due mesi (Dicembre e Gennaio) più piovosi del consueto (il primo mese del 2025 ha registrato quasi ovunque cumulate superiori a mm. 100, superando mm. 200 sull’area orientale dell’Isola), ha visto incrementare i volumi stoccati negli invasi di oltre 50 milioni di metri cubi, salvo poi trovarsi costretta, a causa di criticità strutturali delle opere idrauliche, a sversare in mare una parte consistente di questo “oro blu”. Attualmente l’acqua invasata in Sicilia ammonta a circa 250 milioni di metri cubi, ma di questi solo il 48% è realmente utilizzabile. In Campania, questa settimana si registrano incrementi di portata per i fiumi Volturno, Sele e Garigliano.




