Se si inserisce in Google “Alessandro Magno” e “Terra dei Fuochi” il motore di ricerca restituisce come risultato che Alessandro Magno è un poliziotto che, insieme al commissario Roberto Mancini, ha scoperto l’omonima area a metà degli anni ’90 durante un’indagine sui Casalesi. Il loro lavoro ha portato alla luce il problema dello smaltimento illegale di rifiuti tossici. L’Assistente Capo Coordinatore Alessandro Magno, in forza presso la Squadra Mobile di Roma 1^ sezione Criminalità Organizzata, oggi continua a parlare di quella indagine e di quella squadra nelle scuole d’Italia. Lo fa perché la sensibilizzazione è il primo passo per formare giovani cittadini consapevoli e poi perché non venga dimenticata la figura di Roberto Mancini, il commissario di polizia morto nel 2014 a causa di un tumore contratto mentre indagava nei luoghi avvelenati.

Di seguito riproponiamo una intervista realizzata ad Alessandro Magno tempo fa (materiale raccolto dal collega, scomparso, Vincenzo di Ruzza), i cui contenuti stimolano molte riflessioni sull’emergenza ambientale e criminale, ma non solo. Contenuti sempre attuali. Purtroppo.
Ha saputo delle gravissime intimidazioni ricevute dal parroco di parco verde Don Maurizio Patriciello e del Comandante dei VVUU Biagio Chiariello, che ne pensa?
Esprimo la mia piena solidarietà a questi due uomini dello Stato. Il comandante Chiariello ha fatto parte di uno dei più importanti uffici investigativi della capitale: la Squadra Mobile. Quando arrivò fu assegnato nella 4° sezione (Pedofilia e Reati sessuali) era molto giovane: fui colpito dai suoi modi garbati e gentili. Appena mi fu presentato e mi riferì delle sue origini campane, gli risposi che proprio in quell’ufficio era nata l’indagine sulla “terra dei fuochi” diretta dal Sost. Comm. della Polizia di Stato Roberto Mancini.
Il Dott. Biagio Chiariello ha lasciato un ottimo ricordo in quell’ufficio. Si è distinto per le ottime qualità umane, professionali e senso del dovere. Durante la sua permanenza ha ricevuto diversi riconoscimenti dalla Polizia di Stato per aver partecipato a diverse indagini di abusi su minori. Dopo il suo trasferimento, leggevo tramite la stampa, dell’instancabile impegno nel ripristinare la legalità in alcune zone nella provincia di Caserta.
Il Parroco di Parco Verde “Don Maurizio Patriciello” lo vidi per la prima volta a Roma fuori la chiesa di San Lorenzo. Con lui scambiai due battute senza dirgli chi fossi. Era il 30 Aprile 2014, fu incaricato di celebrare i funerali del Sost. Comm. Roberto Mancini.
Da un punto di vista strettamente topografico il Comune di CAIVANO si suddivide in due grossi insediamenti abitativi, uno denominato Parco Verde e l’altro Palazzine IACP, con un numero elevato di residenti per la maggior parte provenienti, soprattutto in seguito al terremoto dell’80, dal Comune di Napoli.
A Caivano, sin dall’inizio degli anni ‘80, le attività illecite riconducibili alle estorsioni, al traffico di armi e droga (la più grande piazza a livello europeo), venivano gestite da elementi contigui e/o vicini alla vecchia N.C.O. di Raffaele CUTOLO rappresentata, su questo territorio dal noto latitante Pasquale SCOTTI, il quale si avvaleva della stretta collaborazione altrettanti pregiudicati di elevato spessore criminale.
Tale gruppo, si contrapponeva alla consorteria denominata Nuova Famiglia Organizzata, facente capo alla famiglia MOCCIA di Afragola. Nella contrapposizione tra i due organismi criminali si registrarono numerosissimi omicidi per il predominio del territorio. La faida tra i due gruppi per la gestione delle attività illecite, terminava pressappoco negli anni 1985-1986, (ne seguirono poi altre) a seguito dell’arresto di numerosi componenti della vecchia organizzazione N.C.O., ad eccezione del Pasquale SCOTTI.
Per quanto riguarda il PARCO VERDE di Caivano, l’attività criminale più proficua è stata da sempre, ed è a tutt’oggi, il traffico di sostanze stupefacenti. L’omicidio del pluripregiudicato camorrista PELLINO Modestino avvenuto il 24.07.12 in Nettuno, dopo una serie di accertamenti, le attività di indagine ci portarono a Parco Verde di Caivano.
Ci sono stati due momenti che ritengo significativi di questa indagine: il primo si verifica in una intercettazione ambientale dove alcuni camorristi provano l’efficienza e la potenza delle armi nella disponibilità del clan. Parliamo di criminali senza scrupoli dal grilletto facile. Dopo l’esercitazione in uno dei tanti terreni della zona, nasce un’animata discussione tra gli astanti, perché i bossoli che sono fuoriusciti dalle armi, hanno danneggiato, di poco, la carrozzeria della loro auto. Una macchina nuova e di grossa cilindrata. Si addossavano la colpa a vicenda come dei bambini.
Mi colpì molto la loro preoccupazione per la carrozzeria dell’auto e non delle conseguenze che avrebbero potuto avere l’utilizzo di quelle armi. Una macchina vale molto di più di una vita umana.
Molto spesso si sente dire: “finchè si ammazzano tra di loro”. Vorrei ricordare che sono diverse le vittime innocenti ferite o uccise per errore da pallottole vaganti sparate durante gli agguati di camorra e di altre organizzazioni mafiose!!!
Il secondo fatto che ritengo un vero e proprio sacrilegio per la sua inviolabilità, è quello che viene trovato all’interno di un istituto scolastico di Caivano.
Viene rinvenuto un piccolo arsenale di armi e munizioni, composto da quattro pistole e un fucile mitragliatore AK-47 (Kalashnikov), tutti strumenti perfettamente efficienti e corredati da poco meno di 500 cartucce.
Le armi vengono rinvenute nel doppio fondo ricavato sotto il vano d’alloggiamento della ruota di scorta, con accesso tramite rimozione della targa posteriore, a mezzo di apposito congegno. La macchina era custodita all’interno della struttura scolastica, grazie a un complice all’interno dell’istituto.
Ma Caivano in particolar modo “Parco Verde” non è soltanto questo. Ci sono tante famiglie per bene che nulla hanno a che fare con l’illegalità, questo ci tengo a precisarlo.
Pensa che la pandemia, la guerra Russo/Ucraina abbia distolto l’attenzione dall’inquinamento ambientale?
Assolutamente sì; non solo “distolto l’attenzione dall’inquinamento ambientale, ha cancellato in parte se non completamente la memoria storica di fatti e misfatti che si sono consumati in questo paese. Una sorta di Reset, come quando si vuole formattare un pc. Tutto quello che era all’interno dell’hard disk viene cancellato. Vederla riscritta confermerebbe delle mie intuizioni.
Questo clima emergenziale mi ha fatto rivivere l’esperienza vissuta durante lo stato di emergenza dei rifiuti in Campania. Mi ha riportato indietro nel tempo. Lei pensi che il Sost. Comm. Roberto Mancini dopo anni di monitoraggio inizia ufficialmente l’indagine sulla terra dei fuochi nel 1994. Ed è proprio nel 1994 che scoppierà lo stato di emergenza dei rifiuti in Campania. Una coincidenza. Lo stato emergenziale, bypassa tutte una serie di norme e diritti per via dello stato di necessità.
Ci sono stati dei passaggi significativi che nulla hanno a che vedere con questo stato emergenziale. Eppure sono passati come legittimi, indispensabili e necessari. E’proprio qui, in questa occasione, che l’eredità lasciata da un grande investigatore come Roberto Mancini ritorna illuminante. La sequenza degli eventi avvenuti in questo lungo periodo, decodificano un Modus Operandi consolidato nel tempo.
La pandemia ha fatto molti morti, così come la guerra in Ucraina. Evidenziare l’aggressione Russa e non specificare i massacri nel Donbass dal 2014 con le fosse comuni dove sono stati trucidati più di 14.000 esseri umani tra donne uomini e bambini, significa orientare il pensiero di chi riceve il messaggio: questi sono i buoni e quelli i cattivi. Le Nazioni Unite è dal novembre del 2014 che avevano segnalato delle gravissime violazioni dei diritti umani in Ucraina. Né Russia né Ucraina può ergersi a probovero, che sia chiaro questo.
Anche la terra dei Fuochi, che continua a bruciare. Non specificare che è almeno dagli anni 70 che si occultano rifiuti pericolosi e carcinogeni in gran parte dello stivale, è fuorviante.
Qui da noi gli ecomafiosi sono i cattivi; e i buoni chi sono e perché non hanno impedito lo scempio ambientale? Ci mostrano i bambini uccisi dai Russi; perché allora non mostrare anche i bambini sepolti nel cimitero di Donetsk. Si chiama Viale degli Angeli, sono tantissimi i bambini uccisi tra i 9 e 6 anni dalle bombe degli Ucraini di Kiev.
Anche nello stivale chiamato Italia ci sono infanzie negate; le “bombe ecologiche” disseminate in questo paese fanno sicuramente meno rumore, ma non meno morti. Bambini affetti da neoplasie che improvvisamente vengono proiettati nel mondo degli adulti. “Terra dei fuochi”, una guerra sottaciuta dove “la prima vittima” è stata la verità.
Quando ero nella Criminalpol, ci occupammo sia di Mafia Russa che di quella Ucraina.
La cosiddetta Mafia Russa (tra le più potenti al mondo) chiamata anche “ORGANIZATSYA”, dopo essersi infiltrata anche nel mondo criminale americano, a seguito dei pressanti controlli e monitoraggio da parte delle autorità statunitensi, decise di sposarsi in luoghi più sicuri verso l’Europa. Trai i paesi scelti figura anche l’Italia. (Operazione SHAKH I MAT- Polizia di Stato 1997)
In merito alla Mafia Ucraina, che non è da meno, dopo le metà degli anni 90, fu caratterizzata da una crescente efferatezza dei metodi utilizzati dalle organizzazioni criminali. Tra questi risultano commessi una lunga sequenza di omicidi, attentati, sequestri di persona, finalizzati a condizionare sul processo di sviluppo economico e politico del paese.
Nella città di Odessa la situazione della Criminalità organizzata era ancora più grave, per l’intreccio di interessi economici, in particolar modo al mercato del petrolio. (Neftemafija – mafia del petrolio)
La Russia e L’Ucraina negli anni si sono sopportate a vicenda semplicemente per interessi reciproci: l’Ucraina dipende in modo significativo dalle esportazioni russe di petrolio e gas, dall’altro la Russia dipende dagli oleodotti ucraini per la stragrande maggioranza delle sue esportazioni di gas verso l’Europa.
Mentre l’Ucraina ha utilizzato la dipendenza Russa dai suoi oleodotti come arma di ricatto per pretendere maggiori dazi per il transito, la Russia da parte sua, accusava l’Ucraina di sottrarre forniture al momento del transito. Le segnalazioni dei servizi segreti dell’epoca, evidenziavano uno spessore criminale da parte di entrambe le nazioni di altissimo profilo con ramificazioni in tutto il mondo.
Quindi il conflitto Russo-Ucraino?
In questo momento pensare che ci sia una guerra soltanto tra Russia e Ucraina è riduttivo.
La molteplicità di interessi di natura strategica e di controllo in particolare quello economico, non può essere racchiuso in due stati (Russia/Ucraina). Ci sono altri attori ben mimetizzati.
Al termine di questo conflitto, ci sarà un nuovo riassetto nella scacchiera mondiale. Le scelte fatte dall’Italia in merito a questa guerra avranno delle conseguenze. Il tempo ci farà capire se erano giuste o sbagliate. Di certo, ancora non abbiamo visto nulla.
Le guerre sono anche una grande occasione per disfarsi del vecchio e ingombrante arsenale bellico con materiale più sofisticato, potente e leggero: questo vale sia per i bombardamenti che per le forniture di armi.
Un esempio è il quantitativo di fuoco utilizzato per colpire gli obiettivi: è troppo spropositato. Un sistema di smaltimento ingegnoso.
Da sempre tutte le guerre sono state caratterizzate da una molteplicità di interessi di natura illecita.
A molti non piace sentir parlare di Terra dei Fuochi. Ma lei ha sempre sostenuto che tutta l’Italia è terra dei fuochi
A chi non piace sentir parlare della Terra dei Fuochi dovrebbe rivolgersi a chi ha tratto ricchezza e vantaggi personali di ogni genere a discapito dell’ambiente. Non vedo quindi ragione per cui accanirsi contro coloro i quali manifestano, a mio parere legittimamente, preoccupazione per la propria ed altrui salute.
Basti pensare a chi a patito morti premature in seno al proprio nucleo familiare senza poter nemmeno avere la magra consolazione di veder assicurati alla giustizia i responsabili di tali uccisioni. Se anche i responsabili dovessero essere in qualche modo individuati ancor più arduo sarebbe attribuire loro una responsabilità diretta. Impresa titanica, ad oggi non ancora mai conseguita. Per ora hanno pagato soltanto vittime innocenti colpiti da neoplasie che non hanno nessuna colpa.
Ricapitolando: i siti inquinati ci sono e numerosi, ma non abbiamo le prove che vi sia una correlazione tra l’insorgenza di malattie e inquinamento ambientale.
Il bel paese continua ad essere teatro di scempio ambientale anche a costo del sacrificio di vite umane. Continui e all’ordine del giorno sono i rinvenimenti di depositi e siti illegali di veleni occultati, sversati o miscelati con altre sostanze solo apparentemente meno dannose o tossiche. Gli incendi che si consumano in Campania sono H 24:00. La disperazione della gente è alle stelle.
Mi illudevo che in pieno lockdown 2020 gli illeciti ambientali fossero diminuiti. Invece mi sbagliavo, tutto il contrario. Sono addirittura aumentati.
Peraltro vi è una ulteriore categoria di personaggi che gravita attorno a tale vicenda, che seppure estranea alla contaminazione diretta ed incondizionata, trae vantaggi e visibilità dalla stessa paventando motivi di natura professionale, divulgativa e persino umanitaria.
Amo definire questi soggetti “predoni della notorietà”. La visibilità è anch’essa una forma di esercizio del potere. Strumentalizzare una tragedia ambientale di tale portata per appagare la personale sete di potere non può che denotare meschinità e suscitare profonda indignazione.
Perchè nella terra dei fuochi non è cambiato nulla, non si è riusciti a uscirne fuori.
“Perché una minoranza ben organizzata ha prevalso nei confronti di una massa disorganizzata.”
Se per 40 anni (nonostante l’impegno di tutte le forze di polizia) lo scempio è continuato senza sosta, dato significativo e non trascurabile, mi sembra chiaro che dietro tutto questo vi è una vera e propria regia che non può essere delegata soltanto alle criminalità locali. Il Sost. Comm. Roberto Mancini lo aveva delineato molto bene questo, non aveva dubbi.
Ci spieghi in una battuta la storia della terra dei Fuochi.
Sono state fatte le domande sbagliate dalle persone giuste e questo ha prodotto le risposte giuste dalle persone sbagliate.





