
Un uomo di 36 anni è stato ucciso in un agguato a colpi di arma da fuoco a Ponticelli, in via Aldo Merola, nella serata di ieri. Inizialmente ferita, la vittima è stata trasportata d’urgenza all’ospedale del Mare, dove però è deceduto poco dopo il suo arrivo. Momenti di tensione si sono registrati con i parenti, secondo quanto denunciato dall’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate: “I parenti hanno letteralmente messo a soqquadro i locali sanitari. Il personale sanitario impaurito si è rinchiuso nei locali in attesa delle forze dell’ordine, dopo poco sono intervenute diverse volanti. “A noi personale sanitario non interessano le dinamiche che hanno portato a questo agguato, né tantomeno interessa conoscere i responsabili o la matrice… a noi interessa semplicemente che ancora una volta i locali sanitari di un pronto soccorso sono stati teatro di violenza , stavolta solo verbale, ma violenza che resterà impressa negli occhi e nella mente di chi ogni giorno lavora per garantire salute” si legge nel post pubblicato sui social.
Ma l’Asl Napoli 1 ridimensiona la vicenda: “Nessun assalto, nessuna devastazione o aggressione all’Ospedale del mare in seguito all’agguato che nella serata di ieri è costato la vita ad un uomo giunto in condizioni disperate al pronto soccorso”. “Grazie alla professionalità e alla presenza delle donne e degli uomini delle forze dell’ordine la situazione è sempre stata sotto controllo”, precisa il direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva. “Così come è bene denunciare e stigmatizzare ogni atto di violenza – prosegue – è necessario anche riconoscere il valore del lavoro svolto per contrastare le aggressioni. I fatti devono essere rappresentati per quelli che sono, soprattutto in un contesto che vede forti tensioni sociali e difficoltà”.
Il copione sarebbe potuto essere quello di sempre. Sia nell’area della “camera calda” che nell’area di attesa del pronto soccorso si sono presentate, a distanza di pochi minuti dall’accesso del paziente, alcune decine di persone – parenti e conoscenti del paziente – che hanno iniziato ad esternare la loro rabbia ed il loro dolore con urla, svenimenti, tentando finanche di accedere all’interno dell’area attiva di emergenza. Ma proprio grazie al lavoro delle forze dell’ordine non vi è stata nessuna aggressione, né verbale né fisica, agli operatori sanitari e non si rilevano danni a beni mobili o immobili. Forte e sentita la gratitudine espressa dalla Direzione Generale al Questore di Napoli per il servizio, per il sacrificio e per la professionalità con cui è stata gestita la situazione. “Un lavoro difficile – conclude Verdoliva – svolto con un senso del dovere che merita la riconoscenza di tute le donne e di tutti gli uomini che nell’Azienda – che ho l’onore e l’onere di dirigere – tutti i giorni sono impegnati nell’essere una Squadra al lavoro per garantire salute”.




