
Nei loro cellulari erano contenute immagini e chat a dir poco imbarazzanti, “che avrebbero potuto creare seri problemi ad alcuni frati dei monasteri” in cui avevano lavorato le vittime, uno dei quali extracomunitario. Da qui sarebbe scattata la rapina, su mandato di uno dei due frati, con l’intento di coprire gli abusi sessuali. E’ per questo motivo che figurano anche padre Domenico Silvestro, parroco della basilica di Sant’Antonio di Afragola, e padre Nicola Gildi, all’epoca dei fatti di stanza nella stessa parrocchia, tra le sei persone arrestate dai carabinieri della locale stazione in merito a indagini riguardanti una rapina verificatasi nei mesi scorsi.
Secondo quanto ricostruito e ipotizzato dalla Procura di Napoli Nord, padre Domenico è ritenuto il mandante di una rapina commissionata lo scorso 26 aprile ai danni dei due uomini vittime di abusi sessuali da parte dei due prelati, i quali intendevano impossessarsi dei loro cellulari sui quali c’erano le prove delle violenze. Gli autori materiali della rapina sarebbero un 20enne e un 19enne, mentre 43enne è accusato di avere fatto da intermediario tra il frate mandante e l’organizzatore della rapina, un 52enne con cui il parroco è entrato in contatto.
Si usavano due app, “Ciao Amigos” e “Tinder”, per organizzare gli incontri a sfondo sessuale, anche di gruppo, cui partecipavano i due frati arrestati oggi dai carabinieri: emerge dall’indagine che ha portato all’esecuzione di sei ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Napoli Caterina Anna Arpino. “Mediante minaccia – si legge in uno dei capi d’accusa – consistita nel prospettare il licenziamento e comunque il mancato sostegno ed assistenza economica fino ad allora assicurati, costringevano” le vittime “a subire atti sessuali, abusando delle condizioni di qualità di ministri del culto cattolico”.
“È con molto dolore che ho avuto notizia questa mattina dell’arresto di due Frati Minori della Provincia Napoletana, di cui uno operante nel territorio diocesano” commenta in una nota don Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli. Il dispiacere e la tristezza non sono causate soltanto dall’apprendere delle infelici vicende in cui i due Frati sono implicati, ma dallo smarrimento e dal turbamento che tale notizia provocherà nel cuore dei fedeli della Parrocchia – Santuario di S. Antonio in Afragola in cui uno dei due svolgeva il ministero di Parroco e dell’intera comunità diocesana ferita da quanto accaduto. Nel comunicare a tutti che ho immediatamente provveduto a sospendere il Parroco dal suo ministero, voglio esprimere ai fedeli di Afragola e a quanti sono legati per affetto e devozione al Santuario di S. Antonio la mia personale vicinanza, accogliendone il disorientamento e condividendo con loro la fiducia nel Signore, Pastore Buono, la cui Parola affidabile, giusta e misericordiosa è l’unico fondamento su cui costruire la nostra vita. Invito tutti ad avere fiducia nel lavoro della Magistratura e a ricordare nella preghiera coloro che a vario titolo sono coinvolti in questa triste vicenda”.
“Da parte della intera Provincia religiosa esprimiamo piena fiducia nella giustizia e siamo pronti a collaborare con essa. Contemporaneamente siamo vicini ai frati, alla parte lesa, e alle persone e fedeli tutti, lavorando per l’accertamento della verità e offrendo quegli elementi affinché nulla sia offuscato o messo a tacere”. Così in una nota fra Carlo Maria D’Amodio, ministro provinciale dei Frati minori, dopo l’arresto dei due religiosi accusati di violenza sessuale. “A seguito della segnalazione ricevuta ho attivato immediatamente, nella qualità di Ministro provinciale, la procedura canonica nei confronti dei due frati indagati per l’accertamento della verità. Attendo, inoltre, l’ordinanza del pubblico ministero per conoscere gli elementi dei reati ascritti e dei fatti imputati per meglio dettagliare e articolare le ulteriori iniziative canoniche e giudiziarie. Questa amara notizia mi ha svegliato stamattina in un giorno così particolare per la famiglia francescana che festeggia il grande perdono di Assisi. Prego affinché ci sia un incontro autentico con la Misericordia di Dio Padre che ci rinnovi nel cuore e nella vita”, conclude il religioso.




