
Una marcia nel centro di Casal di Principe a trent’anni dall’uccisione di don Peppe Diana: questa mattina la manifestazione popolata da studenti, scout, autorità e familiari del sacerdote, assassinato dalla camorra. Il corteo si è riunito alle 9.30 in piazza Villa dopo la santa messa celebrata presso la parrocchia San Nicola di Bari e ha percorso le strade cittadine fino al piazzale del cimitero. Nel mezzo, un passaggio come da tradizione sotto la casa di don Peppe, dove fino a qualche anno fa si affacciava mamma Iolanda, morta nel gennaio 2020.
Nel corso della manifestazione finale è stata data lettura dei nomi delle vittime innocenti della criminalità organizzata, con le conclusioni affidate a don Luigi Ciotti. “Mi auguro che si arrivi alla beatificazione di don Peppe Diana perché – ha detto – il martirio è davanti agli occhi di tutti, la sua capacità di dire parole coraggiose e di denuncia ma anche di fare proposte e azioni partendo dalla parola di Dio; nella nostra mente e nei nostri cuori don Peppino è già santo. Non dobbiamo dimenticarci però che nonostante le cose belle, importanti, positive, che si sono fatte in questi anni, la presenza seppur in forme diverse delle mafie è molto forte nel nostro Paese.
Ci vuole una risposta collettiva alla peste mafiosa e alla peste corruttiva, abbiamo tagliato in questi anni la malaerba in superficie, ci si è occupati di sintomi, un grande lavoro lavoro di magistratura e forze di polizia, ma bisogna estirpare il male alla radice e per farlo c’è bisogno di politiche sociali, che vuol dire opportunità che si danno alle persone”.
Rappresentanti delle istituzioni, della Chiesa, della magistratura, delle forze dell’ordine, del giornalismo. Ma anche i volti di tanta gente comune, e soprattutto di tanti ragazzi “che con le scuole campane hanno affollato oggi la nostra Città” scrive su Facebook il sindaco, Renato Natale. “Chi non è potuto venire non ha voluto far mancare la propria solidarietà e partecipazione alla nostra giornata; ci hanno telefonato il Presidente Mattarella, il Capo della Polizia, ci hanno scritto il Ministro dell’Interno, il Presidente del Senato ed il Presidente del Consiglio. Caro Don Peppe, sono venuti tutti per te, per ricordare il tuo nome e le tue parole, nel trentesimo anniversario di quel giorno, quando con la tua morte hai ridato vita al tuo popolo. Grazie Don Peppe”.




