A Napoli gli stati generali del “Rischio in Agricoltura”, con tecnici, amministratori e docenti universitari

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Lo scenario di riferimento per le imprese agricole è profondamente mutato negli ultimi anni; il nuovo paradigma che sottende l’intervento pubblico a favore del settore agricolo sta conducendo ad una progressiva riduzione dei livelli di protezione accordati agli agricoltori ed a cambiamenti sostanziali nella natura, nelle finalità e nelle modalità di accesso al sostegno diretto. Parallelamente, anche in ragione di eventi bellici imprevedibili, i mercati hanno registrato un significativo aumento della volatilità dei prezzi delle commodity agricole che amplificano gli elementi di rischio e incertezza per i redditi degli operatori del settore primario.

Ciò ha inevitabilmente condotto ad una intensificazione della pressione competitiva e ad un ulteriore incremento dell’esposizione dell’agricoltore al rischio associato all’attività di impresa.

Non da ultimo, per importanza, il cambiamento climatico sta determinando in maniera significativa le prospettive future di interi sistemi agricoli, soprattutto per le aree mediterranee, che nel medio periodo subiranno stravolgimenti significativi nella loro capacità produttiva e di qualità delle stesse produzioni.

Obiettivo prioritario del progetto AgriRisk era di dare evidenza al profilo di rischio dei sistemi agricoli della Regione Campania, di sottolinearne i punti di forza e di fragilità e, di evidenziare le criticità che hanno fino ad oggi tenuto lontano gli agricoltori campani dall’adozione di strumenti assicurativi e mutualistici introdotti nel periodo di programmazione Pac 2014-2020, come previsto dal Reg.1305/2013 agli artt.36-39.

L’Italia in tale ambito adottò una misura nazionale, e con il PSRN 2014-2020 ha dedicato alla gestione del rischio 1,64 miliardi di euro, destinati a rafforzare l’intervento pubblico a sostegno della gestione del rischio tramite una sua modernizzazione e maggiore diffusione territoriale, puntando su prodotti e strumenti innovativi oltre che sulla semplificazione amministrativa grazie al progetto Agricoltura 2.0.

A consuntivo, il dato eclatante della implementazione della Misura Nazionale è stato il mancato raggiungimento di tutti gli obiettivi attesi, con le regioni Meridionali caratterizzate per un ruolo di contribuenti nette della stessa misura che ha concentrato la spesa per la domanda delle aziende agricole del nord Italia.

Al netto dell’introduzione del Fondo AgriCat, partito in via sperimentale e già caratterizzato da una sostanziale inefficacia rispetto agli obiettivi per i quali era stato concepito, nell’attuale periodo di programmazione Pac l’Italia ha deciso di riproporre lo stesso schema di intervento.

Obiettivo del seminario è favorire una discussione aperta sul fallimento di tale impostazione, con tutti i soggetti che hanno partecipato al progetto AgriRisk, alla luce anche dei risultati finanziari della gestione della stessa, delineando un ruolo da protagonista delle regioni del Meridione d’Italia e della Regione Campania, in particolare. Tale discussione sarà ineludibilmente finalizzata al traghettamento verso un nuovo sistema di politiche per la gestione del rischio che, evidentemente, dovrà essere costruito sull’autonomia di spesa e decisionale delle singole Regioni.

Dopo i saluti di Mario Mustilli, Presidente Sviluppo Campania, la Relazione introduttiva dei lavori di Nicola Caputo, Assessore Agricoltura Regione Campania e a seguire Maria Passari, Direttrice Generale Politiche agricole, alimentari e forestali Regione Campania.

IL RISCHIO IN AGRICOLTURA
Fabian Capitanio Università degli Studi di Napoli Federico II, Dipartimento Medicina Veterinaria e delle Produzioni Animali

GLI STRUMENTI DI GESTIONE DEL RISCHIO AL SETTORE PESCA/ACQUACOLTURA

Alberico Simioli Assistenza Tecnica Regione Campania FEAMP FEAMPA, Ettore Bellelli Presidente Coldiretti, Fabrizio, Marzano Presidente Confagricoltura Raffaele Amore Presidente CIA, Salvatore Ciardiello Presidente Copagri